festival di musica e parole al femminile

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Monica Guerritore madrina dell'edizione 2009

Monica Guerritore, romana, esordisce nel 1974 a soli sedici anni sotto la regia di Giorgio Strehler ne Il giardino dei ciliegi. Nel 1981 si lega sentimentalmente e artisticamente a Gabriele Lavia, iniziando a recitare ne I masnadieri di Schiller. Lavia la dirige in ruoli complessi Giocasta, Lady Macbeth, Ofelia e La Signorina Giulia, Marianne in Scene da un matrimonio di Ingmar Bergman. La coppia si separa nel 2001 : la Guerritore incontra Giancarlo Sepe ed è con lui in spettacoli di teatro/danza come Madame Bovary, Carmen e La Signora delle Camelie.
Nel 1977  debutta primo sceneggiato Rai a colori, Manon Lescaut e  i suoi ultimi successi sono 2009  è Santa Monica in sant'Agostino  Lux Vide , Rosa nella commedia di Eduardo De Filippo Sabato , domenica e lunedi  e Rosa Tomei la serva fedele del poeta Trilussa ( Michele Placido ) (2012/2013)
Nel cinema riscuote grande successo ne  La lupa  ruolo che fu della grande Magnani insieme a Giancarlo Giannini, Raul Bova e Michele Placido Un giorno perfetto di Ferzan Ozpetek, che conquista consensi al Festival del cinema di Venezia nel 2008. A settembre-ottobre 2009 gira La bella gente ( uscito solo nel 2015) con Antonio Catania e Elio Germano, per la regia di Ivano De Matteo. La pellicola vince il Festival di Annecy e riscuote in Francia notevole successo. Nel 2011 al  cinema ottiene un altro grande successo con "La peggior settimana della mia vita" di Alessandro Genovesi.
Ma è nel teatro che Monica Guerritore trova  costantemente la sua via, anche come interprete-regista e drammaturga di spettacoli di grandissimo successo come Giovanna d'Arco e Dall'Inferno all'Infinito e Mi chiedete di parlare, un testo su Oriana Fallaci da lei scritto e interpretato,  che conquista il Festival di Spoleto (luglio 2011) e gira per due stagioni ritornando  (nell'aprile del 2012) al Piccolo teatro per la prima volta dal suo debutto nel 1974 registrando il tutto esaurito.
Dal febbraio 2013  è Judy Garland  nel  musical End of the Rainbow di Peter Quilter per la regia di Juan Diego Puerta Lopez e  crea un sodalizio con il Maestro Giovanni Nuti portando in  scena le canzoni con i testi della grande Alda Merini  nel concerto Mentre rubavo la vita. Il 6 febbraio 2015 debutta  con Qualcosa Rimane ( Collected stories) del Premio Pulitzer Donald Margulies di cui è interprete insieme ad Alice Spisa e di cui ha curato la regia.
Nel 2011 e' stata nominata , dal Presidente Giorgio Napolitano, Commendatore al Merito della Repubblica Italiana per il suo impegno nel campo delle Arti e della Cultura . Nel 2014 è stata presidente della Giuria dei Letterati del Premio Campiello.
Nel 2015  Dall'Inferno all'Infinito , la mise en espace con cui ha inaugurato "Donne In•canto, è stato scelto per inaugurare le Olimpiadi di italiano all'Accademia della Crusca e la giornata  di lavoro su Dante nell'Aula Magna dell'Università la Sapienza di Roma.

Daniela Poggi madrina dell'edizione 2010
L’esordio, poco più che ventenne, è in teatro con "Hai mai provato nell'acqua calda" nel 1978, a fianco di Walter Chiari protagonista e regista dello spettacolo. Dello stesso anno è la sua prima partecipazione in Tv: ‘La sberla’, programma di Giancarlo Nicotra che rivoluzionerà il modo di fare comicità nel piccolo schermo.
Teatro e televisione sono i due grandi amori di Daniela, che dai più superficiali è ricordata per sporadiche apparizioni in film del filone commedia sexy dei primi anni ‘80, film che comunque mettevano già in luce le doti da attrice vera e da donna di classe. In ogni caso Daniela Poggi ha saputo mostrare il suo corpo solo quando era necessario e funzionale alla storia, mai rischiando di cadere in volgarità gratuite.
Sul palcoscenico dopo il teatro brillante degli esordi con Walter Chiari e Gino Bramieri, affronta anche testi impegnati e drammatici di Julius Pfeiffer e Arthur Miller. Con il dramma di quest’ultimo, "L'ultimo yankee", partecipa al Festival di Spoleto nel ‘94.
Al cinema, dopo le prime commedie con Montesano, Pozzetto e Dorelli, girate da Steno, Festa Campanile e Salce, la vediamo anche con ruoli drammatici in film come ‘La cena’ di Ettore Scola (1998) o ‘Un caso di incoscienza’ di Emidio Greco (1985). Lavora anche sul set d’importanti autori stranieri come Claude Chabrol e Hector Babenco.
E’ interprete di molti serial televisivi di successo, da "Incantesimo" a "Una donna per amico", da "Il maresciallo Rocca" a "Nebbie e delitti" per arrivare alle più recenti “Capri” e " Io e mio figlio…" con Lando Buzzanca. Al grande pubblico è nota anche per aver condotto la trasmissione di Rai3 "Chi l'ha visto?".
Gli impegni teatrali degli ultimi anni la vedono attiva sia sul fronte dei classici con una significariva ‘Medea’ Di Grillparzer che su quello della commedia con ‘Il divo Garry’ di Coward interpretato con Gianfranco Jannuzzo. Il 2009 la vede protagonista di ‘Donne informate sui fatti’ di Carlo Fruttero per la regia di Beppe Navello e di due recital: ‘Io madre di mia madre’ tratto dal libro di Tahar Ben Jelloun e dal libro di Simone de Beauvoir; e ‘Partire’ che aprirà la seconda edizione di Donne In•canto.
Daniela Poggi è un'attrice completa di teatro, televisione e cinema che ha saputo trovare una sua strada fatta d’impegno e dedizione professionale. Tra l'altro ci preme ricordare che nel 2001 Daniela è stata nominata "Goodwill Ambassador" dell'UNICEF-Italia "per sensibilizzare e coinvolgere l'opinione pubblica sui problemi dell'infanzia, testimoniando e promuovendo con il suo impegno nel mondo della cultura e dello spettacolo la solidarietà e il sostegno alle iniziative dell'UNICEF".

Ottavia Piccolo madrina dell'edizione 2011
Attrice tra le più raffinate ed eleganti del teatro e cinema italiano, Ottavia Piccolo ha il suo debutto con Anna dei miracoli di W. Gibson per la regia di Luigi Squarzina, accanto ad Anna Proclemer. A solo undici anni interpreta Helen, la ragazzina cieca e sordomuta: una prova eccellente di una bambina prodigio e l’inizio della sua carriera di attrice.
Giovanissima compare in televisione in Le notti bianche di Dostoevskij ed esordisce nel cinema con Il gattopardo, capolavoro di Luchino Visconti (1963). Dopo varie esperienze teatrali sempre con Visconti, recita con Giorgio Strehler (Le baruffe chiozzotte, Re Lear) e Luca Ronconi (nel memorabile Orlando Furioso).
Il successo in teatro non le fa dimenticare il cinema: nel 1968 è al fianco di Adriano Celentano in Serafino di Pietro Germi, nel ’70 è protagonista di Metello, con la regia di Mauro Bolognini, interpretazione premiata con la ‘Palma d’Oro come migliore attrice’ al Festival di Cannes. Questo premio le procura l’attenzione dal cinema francese: al fianco di Simone Signoret e Alain Delon interpreta il difficile ruolo di una prostituta in Mado di Sautet. Dalla metà degli anni Settanta si concentra soprattutto sul teatro di Shakespeare, Pirandello, Alfieri e Hofmannsthal; ma è più nota al grande pubblico per gli sceneggiati televisivi: tra gli altri, Il mulino del Po e La coscienza di Zeno con la regia di Sandro Bolchi, e La Certosa di Parma, con la regia di Bolognini. Nel 1987 ritorna al cinema dopo dieci anni di assenza, ne La famiglia di Ettore Scola (premio ‘Nastro d’argento’).
Negli anni Novanta è in televisione sia in Italia, con Chiara e gli altri, telefilm in onda tra il 1989 e il 1991, anche in Francia. Non lascia però il teatro. Memorabile la sua Frosina ne L’avaro di Molière a fianco di Paolo Villaggio per la regia di Lamberto Puggelli, il maestro teatrale del Direttore Artistico di Donne In·canto. Nel 2004 ha interpretato il ruolo di un’analista in Tu la conosci Claudia? con Aldo, Giovanni e Giacomo, mentre nel 2009 ha recitato nel film Il grande sogno di Michele Placido.
Ottavia Piccolo è anche bravissima doppiatrice: sua, ad esempio, è la voce della principessa Leila nella prima trilogia di Guerre stellari, di George Lucas.
Negli ultimi anni Ottavia, in collaborazione col regista Silvano Piccardi, ha portato in scena spettacoli di grande impegno sociale come Buenos Aires non finisce mai, ispirato al romanzo Le irregolari di Carlotto sugli orrori della dittatura militare argentina negli anni ’70, Terra di latte e miele di Manuela Dviri nei panni di una donna ebrea che crede nella possibilità di un dialogo tra le diverse anime e culture del Medio Oriente, per arrivare a Donna non rieducabile che aprì l'edizione 2011 di Donne In•canto.

Maria Rosaria Omaggio madrina ediz. 2012

Maria Rosaria Omaggio,grande signora del teatro del cinema e della televisione. Diviene popolare con Canzonissima del ‘73, condotta da Baudo.

Nel 1976 debutta al cinema con Tomas Milian. Tra i tanti film interpretati: La lozana andalusa regia di Escriva, Culo e camicia di Festa Campanile, Giocare d’azzardo di Cinzia Th Torrini, Era una notte buia e tempestosa… regia di Alessandro Benvenuti, Guido Rossa di Giuseppe Ferrara. Recenti due pellicole di grande prestigio: To Rome with Love il film che Woody Allen ha girato nella città eterna e Walesa, il film di Wajda sulla vita del fondatore di Solidarnosc, in cui interpreta Oriana Fallaci. Per questo lavoro Maria Rosaria si è preparata con la precisione che la contraddistingie: ha infatti ottenuto da un cugino della Fallaci, appositamente per questo film, una pelliccia di visone, una spilla e un registratore che venivano utilizzati abitualmente dalla famosa giornalista per le sue interviste. È riuscita ad ordinare da un collezionista le sigarette preferite della scrittrice che ormai da molti anni sono fuori produzione. Inoltre ha studiato molto attentamente la mimica facciale e i gesti tipici della protagonista, ottenendo una prova d'attrice di rara maestria a conferma del suo intelligente talento.
Molti gli sceneggiati televisivi che l'hanno vista protagonista, tra cui Racconti fantastici regia di D’Anza, Sarto per signora regia di Cavara, Il Generale di Luigi Magni; Caro maestro n.2 per la regia di Rossella Izzo, Donne di Mafia di Giuseppe Ferrara, La squadra e Don Matteo n.5.
In teatro ha interpretato numerose opere, tra cui: La schiava d’oriente, di Goldoni; La santa sulla scopa, scritta e diretta da Luigi Magni; La Venexiana e Fedra di Seneca, diretta da Arena; Sotto banco di Starnone, per la regia di Giordani; Chiamalavita da Italo Calvino con Grazia Di Michele; Spirito allegro di N. Conward, per la regia di Attilio Corsini; Diatriba d’amore contro un uomo seduto unico testo teatrale di Gabriel García Márquez messo in scena da Alessandro D’Alatri. Nel Marzo 2012 ha curato la traduzione e la regia di Il balcone di Golda di W. Gibson con Paola Gassman nel ruolo di Golda Meir e le musiche di Luis Bacalov.
Come autrice ha collaborato con numerose riviste e ha pubblicato vari volumi. Nel dicembre 2005 per il suo impegno nel sociale è stata nominata Goodwill Ambassador dell’UNICEF Italia.

Lina Wertmüller madrina dell'edizione 2013

Sarà per quel cognome austero, che è in contrasto con la sua immagine solare. Sarà per gli occhiali bianchi che da sempre incorniciano uno sguardo seducente e coronano un sorriso smagliante. Tant’è… la nostra madrina non ha bisogno di presentazioni: è la regista più famosa e prolifica del Cinema Italiano. Un connubio d’ironia e genio, sfociato nella capacità dissacrante di raccontare la società italiana attraverso le sue opere.
Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich, in arte Lina, ha vissuto tra cinema, teatro e televisione: autrice, sceneggiatrice, scrittrice, ma soprattutto regista di pellicole anticonformiste e spregiudicate che hanno lasciato un segno indelebile nella nostra memoria collettiva.
Apprezzata anche all’estero, ha ottenuto riconoscimenti internazionali, aggiudicandosi la Vela d’argento al Festival di Locarno del 1963 con la sua opera prima I basilischi; nel 1977 Pasqualino Settebellezze raccolse quattro nomination all’Oscar: Migliore Regia, Miglior Film Straniero, Miglior Attore Protagonista e Migliore Sceneggiatura Originale. Fu la prima donna nella storia del premio a essere candidata come migliore regista.
È impossibile in questo poco spazio presentare con metodo il suo lavoro ma ci piace ricordarla regista della prima edizione di Canzonissima nel ’59, assistente di Fellini ne La dolce vita e 8 e 1/2, e nel ‘64 regista televisiva della fortunata serie Il giornalino di Gian Burrasca con Rita Pavone nei panni del celebre monello. Più di venti le pellicole della sua filmografia, tra le quali, in questa circostanza, ricordiamo quelle che realizzò con l’indimenticabile coppia Melato – Giannini: Mimì metallurgico ferito nell’onore (1972) che, oltre a lanciare la fortunata coppia, delineò quella che sarebbe stata la sua cifra stilistica; da Film d’amore e d’anarchia ovvero: “Stamattina alle 10 in Via dei Fiori nella nota casa di tolleranza” (1973); Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto (1974), per passare dopo qualche anno a Notte d’estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico dell’86.

Maddalena Crippa madrina dell'edizione 2014

E’ nata in Brianza e forse è per queste sue radici che, nonostante sia un’attrice protagonista della scena internazionale, non ha mai perso quel senso di praticità, sobrietà ed una schiettezza che la tengono lontana da ‘divismi’ di sorta e che la rendono, portatrice di una giovinezza avanzata ma non trascorsa, esempio pregnante di quella bellezza molle a un tempo e maestosa che brilla nel sangue lombardo.
La sua ‘vocazione teatrale’ è presto evidente, così come il suo talento, e la portano a recitare a diciotto anni al Piccolo Teatro ne Il campiello di Goldoni (1975), diretta da Strehler. Un altro ruolo fondamentale è Lady Macbeth, con la regia di E. Marcucci (1980); è poi protagonista, diretta da Ronconi, in La commedia della seduzione di A. Schnitzler; interpreta le parti di Leonide e Focino in Il trionfo dell'amore di Marivaux, per la regia di A. Vitez (1985). In seguito a questo sfolgorante inizio di carriera continua a essere interprete di grande originalità e rigore stilistico al fianco d’importanti registi: Massimo Castri, Peter Stein del quale diventerà compagna e poi moglie, Cristina Pezzoli e Walter Le Moli.
Ha saltuariamente frequentato il cinema interpretando vari ruoli dal 1980 (per tutti I tre fratelli di Francesco Rosi) e anche la tv non solo italiana ma anche tedesca.
Alla fine degli anni ’90 decide di confrontarsi anche col teatro canzone, rivelandosi un’eccellente cantante. Contiamo ormai una serie indimenticabile di spettacoli che parte da Canzonette vagabonde tra Italia e Germania - melodie a cavallo tra gli anni Venti e gli anni Quaranta - , e passando per Sboom - gli anni ’60 -  A sud dell’Alma - ritratto musicale di un Sud che travalica i confini geografici per impadronirsi  dell’anima - e E pensare che c’era il pensiero - prima donna in Italia a cantare le canzoni di Gaber-, la porta a ideare e interpretare, in questa stagione, Italia mia Italia per la regia di Peter Stein; che aprirà il 9 marzo p.v. la sesta edizione del festival “Donne In•canto”.

Mietta madrina dell'edizione 2015

Mietta è lo pseudonimo di Daniela Miglietta, un’artista a tutto tondo: cantante, attrice e scrittrice.
E’ salita alla ribalta nazionale giovanissima con la vittoria al Festival di Sanremo 1989. Dotata di una voce profonda, affascinante e riconoscibile, definita da Mina come «stupenda voce da soprano drammatico» e da Mia Martini come una «voce bellissima, calda, appassionata e importante».
Ha inciso 11 album e venduto oltre due milioni di dischi. Ha partecipato a otto edizioni del Festival di Sanremo e collezionato diversi premi, tra cui 17 dischi di platino, 4 dischi d'oro, 4 telegatti e un Premio della Critica Mia Martini. Versatile tanto da spaziare in più generi musicali, dal pop al jazz, dal soul al trip-hop. Per lei hanno scritto, tra gli altri, Amedeo Minghi, Mango, Riccardo Cocciante, Mariella Nava, Biagio Antonacci, Nek, Neffa, Simone Cristicchi, Mario Venuti, Alan Menken. Ha dato anche prova di essere un’ottima attrice diretta da Battiato in La Piovra 8 e da Ferrara in Donne di mafia, ha inoltre recitato al fianco di Enrico Montesano nella serie Tv L'ispettore Giusti, e ha dato voce alla zingara Esmeralda nel film di Disney Il gobbo di Notre Dame, che le è valso il premio "Migliore doppiaggio al mondo". Nel gennaio del 2013 è ospite fissa allo show del sabato sera di Rai1, I migliori anni, nel corso del quale presenta in anteprima Tutto in un attimo, brano tratto dall'album Due soli..., ed esegue delle cover di brani evergreen.
Dal maggio 2013 si apre per Mietta un nuovo orizzonte: parte dal Blue Note di Milano il tour con un trio jazz composto da Dado Moroni al pianoforte, Furio Di Castri al contrabasso e Enzo Zirilli alla batteria. Il repertorio selezionato attinge dalla world music, dal pop colto e dal jazz. Nell'estate ’14 porta in tour uno spettacolo greatest hits, accompagnata da Lucio Boiardi (Tastiere), Alberto Paddo Paderni (Batteria), Paolo Torelli (Chitarre) e Paul Derrik (Basso), confermando il valore e il successo del suo repertorio da fuoriclasse.

Paola Gassman madrina dell'edizione 2016

Gran signora del teatro italiano e parte di una famiglia di grandi artisti. Figlia di Vittorio Gassman e Nora Ricci e quindi nipote di Renzo Ricci, sorellastra di Alessandro Gassmann, sposata con Ugo Pagliai con cui condivide da decenni il palcoscenico. Si è dedicata quasi esclusivamente al teatro, ad eccezione di alcune significative apparizioni televisive in commedie e sceneggiati.

All'inizio della carriera si ricordano i tre anni trascorsi con Teatro Libero diretto da Luca Ronconi, che con l’Orlando Furioso la vide presente in molte nazioni europee e negli Stati Uniti, fino all'importante edizione televisiva. Sempre in quel periodo prese parte a La tragedia del vendicatore per la regia di Ronconi e Cucina diretta da Lina Wertmuller. Entrò poi nella compagnia Brignone-Pagliai con Spettri di Ibsen e Processo di famiglia di Fabbri.

È stata diretta dal padre Vittorio in spettacoli come Cesare o nessuno, Fa male il teatro e Bugie sincere. Con la ditta teatrale Pagliai-Gassman ha messo in scena spettacoli sia drammatici sia brillanti. Si ricorda il lungo periodo pirandelliano: Liolà, Il piacere dell'onestà, L'uomo, la bestia e la virtù, Ma non è una cosa seria, e poi ancora Il bugiardo di Goldoni, Scene di matrimonio di Svevo, Il mercante di Venezia e Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare.

Ha recitato con registi quali Squarzina, Castri, Bolognini, Piccardi, Sciaccaluga, Ronconi, Maccarinelli, e tra i molti recenti spettacoli si ricordano Spirito allegro di Coward, Giù dal monte Morgan di Miller, Vita col padre di Crouse, Harvey di Chase, Ifigenia in Aulide e Elena di Euripide e La bottega del caffè di Goldoni. Nel 2012, con la minuziosa regia di Maria Rosaria Omaggio, mette in scena Il balcone di Golda di William Gibson, restituendo, con una grande prova d’attrice, una Golda Meir intensa e coinvolgente. Negli ultimi anni con Ugo Pagliai si è dedicata anche alla poesia e a tutti quei brani che si legano alla memoria e al repertorio.

Barbara De Rossi madrina dell'edizione 2017

Barbara De Rossi, attrice e donna di spettacolo attiva su più fronti, nasce a Roma ma trascorre la sua giovinezza a Rimini dove Alberto Lattuada la nota e la fa debuttare in “Così come sei” e ne "La cicala”.

Nel 1982 conquista grande popolarità grazie allo sceneggiato tv "Storia d'amore e d'amicizia" diretto da Franco Rossi. Dopo essere apparsa in "Son contento", accanto a Francesco Nuti, Barbara ha la sua ‘consacrazione’ televisiva nel 1984 grazie a "La piovra", fiction diretta da Damiano Damiani. Nel 1985 torna sul piccolo schermo con "Quo vadis?", allo stesso periodo risale la miniserie diretta da  Alberto Negrin "Io e il duce”. Partecipa alla Mostra del Cinema di Venezia con il film "Mamma Ebe", diretto da Carlo Lizzani. Nel 1987 sul grande schermo le spettano due ruoli da prostituta, nel thriller di Ferrini "Caramelle da uno sconosciuto" e in "Vado a riprendermi il gatto", diretto di Biagetti. Tra la fine degli anni ‘80 e l'inizio dei ‘90 lavora nel film tv "Due madri" e nella miniserie "Pronto soccorso". Dopo avere vestito i panni di una donna alcolizzata nel 1992 ne "La storia spezzata", è protagonista anche de "La scalata" e di "Sì, ti voglio bene". Torna al cinema con la commedia "Maniaci sentimentali". Divenuta un volto abituale della fiction Rai, lavora a "In fondo al cuore", "Senso di colpa", "Inviati speciali" e "Cinecittà", prima di tornare alla commedia cinematografica corale con "Il pranzo della domenica”. Nel 2004 è una delle protagoniste della miniserie di "Amiche" e "La stagione dei delitti".

Nel 2010 prende parte come concorrente a "Ballando con le stelle" e nel  2013 presenta su Raitre "Amore criminale", dedicato alle storie di cronaca nera. Nel 2015 esce nelle libreria la sua autobiografia "Bibbi esce dall'acqua. Una donna, tante donne, la forza di lottare per amore" (Rizzoli). Nel 2016 porta sui palcoscenici italiani "Medea" nella versione di Jean Anouilh, per la regia di Francesco Branchetti. Sempre nel 2016, presenta "Il terzo indizio", in prima serata su Rete4. Nel gennaio 2017, consolidando il sodalizio artistico con Francesco Branchetti, porta in scena “Il bacio”.