festival di musica e parole al femminile

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IN PRIMO PIANO:

Il Festival "Donne In•canto" e l'Associazione Culturale "ITALIAtogether" presentano:

 

Cristina Castigliola... con Luca Maciacchini alla chitarra in

"Rosa Genoni e l’invenzione del Made in Italy"
Teatro di narrazione con forbici e musica…

scritto e diretto da Giorgio Almasio
con la preziosa collaborazione di Raffaella Podreider, nipote e biografa di Rosa Genoni
interpretato da Cristina Castigliola e Luca Maciacchini

progetto luci e audio: Andrea Pozzoli e Stefano Capra
foto : Beppe Fierro, riprese e montaggio video: Antonio Garbisa

Si ringraziano Norberto Lenzi e Feliciana Robles

Uno speciale ringraziamento inoltre all'Amministrazione Comunale di San Vittore Olona (Mi) che ha accolto con entusiasmo il progetto ed ospitato il debutto dello spettacolo il giorno 11 maggio 2017

Chi era Rosa Genoni?

Ai primi del ‘900 in Italia c’era solo una moda, quella francese. Le migliori sartorie italiane mandavano i direttori a Parigi a vedere le novità e comprare i modelli… le altre sartorie copiavano… le sarte, che lavoravano da sole in casa, copiavano le sartorie … e le sartine copiavano le sarte!

Ma Rosa Genoni, una giovane sarta creatrice di moda nata a Tirano in Valtellina nel 1867, aveva un preciso piano: demistificare il mito di Parigi e creare il mito della moda e dello stile italiano come nuovo sinonimo di classe ed eleganza.

Questa sua intuizione, che portò avanti negli anno con impegno e pervicacia, pose le basi di quello che molti anni dopo fu chiamato Made in Italy e che si sarebbe sviluppato con gli atelier di moda romani degli anni Quaranta e Cinquanta.

Rosa aveva una personalità poliedrica, il suo impegno e la sua passione civile andavano oltre l’ambito della moda, tanto che poco più di cento anni fa, dal 28 aprile al primo maggio 1915, rappresentò l’Italia al Congresso internazionale delle donne contro la guerra all’Aja, nei Paesi Bassi.

Cristina Castigliola, affiancata da Luca Maciacchini e dalla sua inseparabile chitarra, è la protagonista dello spettacolo, nei panni di Ernesta, “un’orlatrice” che lavorava nell’atelier milanese diretto dalla Genoni e che divenne col tempo la sua collaboratrice più fidata sino a tarda età. Ernesta, episodio dopo episodio e canzone dopo canzone, racconterà al pubblico la storia di Rosa Genoni: una sarta straordinaria che aveva idee rivoluzionare su moda, politica e donne.

In occasione del debutto, al termine della serata, la sindaco di San Vittore Olona Marilena Vercesi si è detta “onorata di aver ospitato uno spettacolo dedicato ad una donna dal cuore impavido, che ha avuto tanto successo in ambito lavorativo dando lustro al nostro artigianato tessile, e prevedendo gli sviluppi di quelle che sarebbero diventate le associazioni di categoria. Non aveva niente da invidiare a Coco Chanel”

Questo spettacolo, narrando la storia di Rosa, tocca più tematiche importanti, tra cui:

• la nascita dell'Alta Moda in Italia;

• l'Arte e la creatività unite all'impegno umano e civile;

• le condizioni dei lavoratori a cavalo tra '800 e '900 e l'inizio di una consapevolezza di diritti da parte dei lavoratori stessi;

• l'assurdità della guerra come strumento di risoluzione dei problemi tra i popoli.

Durata: 70 minuti.

Lo spettacolo è adatto sia ad un pubblico serale adulto che per recite scolastiche a partire dalla 3°media. Per gli argomenti trattati è particolarmente adatto, oltre che per i licei, anche alle scuole professionali per la Moda.

La messinscena è possibile sia in teatri che in spazi non convenzionali. Il costo dello spettacolo è da definire in funzione dell'attrezzatura a disposizione della committenza, e può variare in funzione della scheda tecnica e scenica necessaria.

Per qualsiari informazione contattateci tramite la pagina apposita di questo sito web (cliccate qua).

ROSA GENONI (1867 - 1954) Nata a Tirano (So), si trasferì a Milano per imparare la professione di sarta. Dopo aver svolto un lungo apprendistato a Parigi, durante il quale ebbe modo di osservare l’organizzazione del sistema moda della capitale del gusto, Rosa rientrò in italia consapevole delle debolezze che impedivano alla moda nazionale di emanciparsi da quella francese, ma anche convinta delle sue potenzialità. Le sue convinzioni ispirarono l’attività svolta presso la Società Umanitaria – dove dal 1905 fu direttrice e insegnante presso la Sezione sartoria della Scuola professionale femminile – e la sua attività politica. Si batté per la formazione di un’associazione di lavoratrici e a favore della produzione di abbigliamento su scala industriale.